sciopero Archive

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Il 18 ottobre Rovesciare il tavolo

Il 18 ottobre è stato indetto lo SCIOPERO GENERALE dai sindacati conflittuali e di base contro l’austerità, contro il governo, contro questa comunità europea …. per salari e pensioni dignitosi, per un reddito per tutti, per la casa, la scuola e la sanità pubblica…….
Sarà una settimana, dal 12 al 19 ottobre che vedrà mobilitazioni, scioperi, manifestazioni alle quali parteciperanno le organizzazioni sindacali di base, i movimenti per l’abitare, per i beni comuni….. i lavoratori e le lavoratrici, i precari, gli studenti, i disoccupati, i migranti, i pensionati…….
Forse qualcuno pensa che è troppo prestoper parlarne…ma mancano meno di 90 giorni e la censura da parte dei partiti e dei media sarà pesante.

QUINDI LAVORIAMO TUTTI PER L’APPUNTAMENTO DI OTTOBRE DA SUBITO, CON TUTTI I MEZZI A DISPOSIZIONE!

L’AUTUNNO SI AVVICINA E SARÀ CALDO. SCIOPERO GENERALE 18 OTTOBRE 2013

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Sciopero al tribunale di Salerno

usbOggetto: Comunicazione stato di agitazione e richiesta attuazione procedure di

raffreddamento e conciliazione che vede interessati i lavoratori giudiziari del Tribunale di Salerno.

Premesso che, con nota del 25/01/2013 si richiedeva al Sig. Presidente del Tribunale di Salerno di voler
sospendere gli ordini di servizio relativi al servizio di sportello dell’ufñcio GIP e quello relativo
all’annotazioni delle sentenze della sezione distaccata di Montecorvino Rovella da parte dei dipendenti del
settore penale del Tribunale di Salerno;

considerato che a tale richiesta il Presidente del Tribunale rispondeva con nota del 30/01/2013, che le
scriventi 0.0.S.S. non ritengono esaustiva delle problematiche evidenziate ed in particolare, pur mostrando
attenzione sulle criticità esposte e una disponibilità ad un incontro futuro, di fatti nulla provvedeva in merito
alla richiesta di sospensione degli ordini di servizio ne’, tantomeno a fissare una data d’incontro così come
richiesto;

visto che nell’asse1nblea del personale tenutasi in data 30/01/2013 è emerso che i lavoratori già esasperati
dal dover espletare un’attività diversa da quella che svolgono nell’ufŕicio di appartenenza, vengano anche
mortificati con richieste di servizi che sicuramente non rientrano nelle competenze e nei profili professionali
di appartenenza e che appare, invero, incredibilmente ingiusto e insostenibile che le problematiche scaturenti
da carenze d’organico, dovute ai tagli indiscriminati delle ultime finanziarie, al mancato “turn over” e al
taglio recente di circa lOOO  giudiziari , debbano ricadere solo sugli stessi. lavoratori.

Le scriventi Organizzazioni Sindacali dichiarano lo stato di agitazione della categoria e richiedono
l’attuazione delle procedure di rafñ’eddamento e conciliazione ai sensi dell’art. 2, comma 2, della legge
146/1990, come modificata dalla legge n. 83/2000.

L0 stato di agitazione e le eventuali successive azioni di protesta si pongono l’obiettivo di ottenere:

l) la sospensione dei provvedimenti in premessa poiché appare necessario stabilire criteri obiettivi ed
uniformi, evitando che si possono creare situazioni di sudditanza psicologica negli ambienti di lavoro e
scongiurando tutte quelle manifestazioni che possano apparire di favore accrescendo quel senso di
frustrazione, sempre più forte, che caratterizza i lavoratori giudiziari;

2) la fine dell’uso Contirmmlàm’lleraîîlìmcazl
grande malessere e di perdurante stress nei singoli lavoratori i quali devono sommare al disagio, dovuto al
raggiungimento della sede di destinazione anche quello derivante dal disbrigo delle pratiche di due diversi

uffici in tempi ridotti, ma con certa e doppia responsabilità;

3) la richiesta al competente Ministro di copertura degli organici oltre ad un adeguamento degli stessi in
relazione agli effettivi carichi di lavoro.

L’USB P.I. e la FP C.G.I.L. di Salemo si riservano di individuare e comunicare le date e le modalità di
eventuali scioperi dopo l’esito della procedura di conciliazione o trascorsi i termini previsti dalla legge

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Aggiornamento da Roma

Ore 11.00 i cortei sn partiti roma è bloccata
Ore 12.00 la polizia impedisce il congiungimento dei cortei. Gli studenti sfilano con gli scolapasta in testa
Ore 13.00 la città è bloccata gli studenti occupano di volta in volta strade e piazze.
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Il 24 novembre tutt* in piazza

cobasLettera aperta agli studenti in lotta

 

Dopo la straordinaria giornata del 14, di nuovo in piazza insieme a Roma il 24 novembre per battere Profumo e il governo, per impedire la distruzione della scuola pubblica.

 

Il 14 novembre, mentre in 27 paesi europei milioni di persone manifestavano contro le politiche di austerità e i massacri sociali del liberismo, in Italia centinaia di migliaia di studenti, docenti ed Ata segnavano con la loro forte presenza lo sciopero generale e i cortei che abbiamo organizzato insieme a voi in 30 città. Enorme in particolare la vostra partecipazione a Roma dove i due cortei, poi congiuntisi, di circa 80 mila studenti e lavoratori/trici della scuola hanno bloccato la città, arrivando pure di fronte al Parlamento e purtroppo dovendo subire un’ignobile aggressione poliziesca che ha provocato tra di voi il ferimento di tanti giovani e giovanissimi e l’arresto di otto di essi, ora scarcerati. Le cariche poliziesche, seppur con dimensioni più ridotte e con conseguenze non così drammatiche, hanno ricordato quelle di undici anni fa a Genova contro i manifestanti anti-G8: come allora, una nuova generazione scendeva in campo per difendere il proprio presente e il proprio futuro; e come allora i poliziotti bastonatori intendevano terrorizzare i giovani manifestanti per dissuaderli una volta per tutte dal ribellarsi all’ingiusto ordine sociale e politico esistente. Ma l’intento è fallito miseramente: perché, anzi, le occupazioni di scuole e le proteste si sono estese, coinvolgendo sempre più studenti, in alleanza con tanti docenti, nella lotta contro la politica scolastica del governo, il continuo impoverimento dell’istruzione pubblica, il folle aumento dell’orario degli insegnanti a parità di salario, la conseguente espulsione dei precari, la deportazione degli insegnanti “inidonei”, il blocco di contratti e scatti e la legge Aprea-Ghizzoni, che imporrebbe definitivamente la scuola diretta dalle aziende, cancellando gli organi di democrazia della scuola e imponendo i quiz Invalsi per valutare i docenti e gli studenti.

La giornata del 14 e le precedenti mobilitazioni del popolo della scuola pubblica hanno disvelato i veri intenti della politica scolastica governativa, che è in perfetta continuità con quella dei precedenti ministri dell’Istruzione: imporre una scuola-miseria fatta di tagli permanenti e finanziamenti ridicoli, e una scuola-quiz, basata sui grotteschi indovinelli dell’Invalsi come metro di valutazione e di premio-punizione, che dovrebbero sfornare una massa di giovani precari, indifesi, malleabili e disponibili verso le imposizioni del padronato, dei gruppi industriali e finanziari, delle caste politiche e manageriali che hanno provocato la gravissima crisi che affligge dal 2008 l’Italia e l’Europa; crisi che sono i settori sociali più deboli e indifesi a pagare e non i responsabili di essa, che anzi aumentano i loro profitti, la corruzione dilagante, l’evasione fiscale, le ruberie e le malversazioni. Dunque, il movimento che vuole sconfiggere l’intera politica di immiserimento della scuola pubblica non può fermarsi qui, ed in tal senso ci sembra decisiva la massima riuscita dello sciopero della scuola del 24 novembre e di una grande manifestazione unitaria del popolo della scuola pubblica a Roma, che vi proponiamo di gestire insieme. Tenuto conto dello sciagurato comportamento della polizia il 14 novembre, come COBAS abbiamo chiesto e ottenuto un corteo per il 24 mattina (ore 10) da P. della Repubblica a P. Venezia: ma abbiamo anche fatto presente che pure altri eventuali cortei che voi intendiate organizzare, con la speranza che siate d’accordo per incontrarci o a Piazza della Repubblica o in altri punti di passaggio del nostro corteo, andranno considerati dalla questura e dal governo legittimi alla pari del nostro autorizzato, e che considereremo un’aggressione intollerabile qualsiasi tentativo di impedire l’espressione della vostra libera e sacrosanta protesta. In ogni caso, vi proponiamo di incontrarci per coordinare al meglio le mobilitazioni del 24 novembre e vi ribadiamo il totale sostegno alla vostra lotta e alle vostre rivendicazioni che sono anche le nostre.

 

COBAS  – Comitati di Base della Scuola

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NO al vertice sull’integrazione europea. Il nostro futuro lo decidiamo noi!

Il 19 Novembre Napoli sarà ancora una volta teatro di rappresentazioni ideologiche sulla tanto declamata “integrazione europea”, con l’incontro, previsto nel pomeriggio al Palazzo Reale, tra Napolitano e i capi di stato tedesco e polacco. Ancora una passerella istituzionale a Napoli, ad appena una settimana dalla visita della Fornero e del ministro tedesco von der Leyen del 12 Novembre, giornata in cui un corteo partecipato ha espresso la propria opposizione al tentativo del governo di decidere delle nostre vite.

E’ proprio in nome dell’integrazione, infatti, che i governi nazionali europei stanno portando avanti riforme strutturali del tessuto produttivo dell’eurozona per rilanciare la competitività economica dei mercati scaricando come al solito i costi della crisi sui lavoratori e smantellando lo stato sociale per ridurre il debito pubblico senza toccare i privilegi di chi continua a peggiorare la nostra condizione.  Siamo sicuri che, anche questa volta,  Napolitano non perderà occasione di portare avanti la retorica della coesione sociale in nome di una presunta unità di interessi nazionale in questo momento di crisi e ribadirci il mantra dei sacrifici “che dobbiamo fare tutti”.  Ma ormai il Re è nudo ed è giunto il momento di mostrare le responsabilità di un presidente della Repubblica che appoggia un governo che nessuno ha eletto, che non ha battuto ciglio sull’obbligo di pareggio di bilancio in Costituzione, sull’attacco allo Statuto dei Lavoratori, che non condanna la repressione verso gli studenti, verso gli operai in mobilitazione, che parla di diritti e libertà quando la loro libertà si traduce esclusivamente in “politiche di sicurezza” e si declina nella restrizione di ogni spazio di “democrazia” nell’UE, premio nobel per la pace.

Anche il 14 Novembre in moltissime piazze europee abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione che l’integrazione ed armonizzazione europea di cui parlano tanto riguarda soltanto le politiche repressive contro chi si ribella a tutto questo, e come unica risposta generalizzata riceve lacrimogeni, manganellate, denunce e arresti.

In occasione della costruzione del vertice trilaterale, Napolitano ha dichiarato: “Sarà bello incontrare Napoli, ancora una volta, i giovani, spero di poterli ascoltare e dialogare con loro, accanto ai miei colleghi”. Ebbene, noi ci saremo: il 19 Novembre in presidio al Palazzo Reale perché vogliamo riprenderci la parola e costruire l’opposizione a queste politiche, perché vogliamo nuovi orizzonti da immaginare, perché adesso che tutto viene a mancare, vogliamo tornare a rivendicare tutto!

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Assediamo la Fornero

I ministri Profumo e Fornero presiedono a Napoli, nella Mostra D’Oltremare, il vertice sulla precarietà? FERMIAMOLI!
Chiamiamo gli studenti, i precari, i lavoratori colpiti dalla crisi:
tutte e tutti “gli schizzinosi” in piazza contro i ministri dell’Austerity e della Precarietà
Parte l’assedio al vertice: MANIFESTAZIONE
Lunedi 12 Novembre ore 11.00 da piazza San Vitale – Fuorigrotta (metro “Leopardi” – Cumana “Fuorigrotta”)
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Jatevenne! E’ l’Europa delle lotte sociali che lo pretende…

Il 12 e 13 novembre Il ministro del lavoro Elsa “choosy” Fornero e l’omologo ministro tedesco Ursula von der Leyen presiederanno a Napoli la conferenza governativa italo-tedesca sull’apprendistato e sul lavoro precario. 

 

Mentre continuano i tagli imposti dalla Troika, dall’Unione Europea e dal nostro governo, i ministri italiani e tedeschi verranno a Napoli, capitale della disoccupazione e del lavoro nero, per difendere ancora una volta la retorica del liberismo e della precarietà, spacciando la politica dei sacrifici come cura per questa crisi. Verranno a oliare la retorica della subalternità, dello sfruttamento e dell’elemosina.

E’ una beffa clamorosa da parte di quei poteri che in tutta Europa usano la crisi per smantellare il welfare e i diritti del lavoro, che quando c’è ancora si accompagna a meno salario, meno democrazia e meno sicurezza!


La Conferenza “sul lavoro” di Italia e Germania ancora una volta prova a vampirizzare l’immagine e i problemi di questa città ma nasce ormai sulle macerie. Le macerie del distretto industriale di Pomigliano e delle centinaia di aziende che scaricano la crisi sui lavoratori, della repressione contro le lotte degli studenti e dei precari, dei tassi impressionanti di disoccupazione, in un contesto regionale che affoga nei disservizi pubblici di scuola, trasporti, sanità e politiche sociali.

I ministri convenuti saranno la voce dell’austerity, quella che sta mettendo in ginocchio tutta l’Europa. Per noi questo vertice non ha nessuna legittimità, nel momento in cui viene a riproporre le solite ricette lacrime e sangue, a spargere qualche elemosina senza nessun serio intervento su larga scala contro la precarietà, in sostegno del diritto al reddito e lavoro per tutti e a una condizione lavorativa che abbia piena dignità di diritti, salario e democrazia.

Contesteremo il vertice con manifestazioni, assedi, incursioni comunicative e momenti di confronto sociale.

E’ il momento di farci sentire, di bloccarli!

Perciò facciamo appello alle esperienze di movimento, agli studenti, ai precari, alle realtà lavorative in lotta, a quanti vogliono ribellarsi a questa situazione:
auto-convochiamoci Lunedi 12 e Martedi 13 novembre per la mobilitazione che vuole contestare il vertice, portando la voce e la rabbia di chi è colpito dai governi della crisi.

No Pasaran! E’ l’Europa che ce lo chiede… non quella delle Banche, dei padroni e della politica “ufficiale” ormai screditata, ma quella dei Popoli in lotta contro i tagli e la precarietà, dalla Grecia, alla Spagna, al Portogallo

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Proposte di azioni da Blockupy Frankfurt

trasporti pubbliciProposals

for the international meetings

Agora99 in Madrid and Firenze 10+10

 

On October 21st several hundred activists gathered in Frankfurt for an open Blockupy meeting. They agreed on a short closing statement:

 

„Blockupy 2012 did interrupt the operations of the banking metropolis. The European crisis command continues.

The organizing individuals and groups of Blockupy 2012 came together in Frankfurt und have decided to send a strong signal of civil disobedience again in Frankfurt am Main in spring 2013. How and when this will happen in particular will be decided by the coming assemblies of the many.

Blockupy is one actor in the European crisis protests, is calling und mobilizing for actions. The next step will be November 14th/16th.

Be courageous to fight, be courageous to win.”

 

What does this mean in specific?

  • · In the view of Blockupy the European General Strike on Nov 14th is an important step towards a joint and border-crossing resistance against the crisis politics in Europe. Despite the fact the big unions in Germany will not go on strike, there will solidarity actions and demonstrations in many cities. Blockupy is calling for these actions and part of the local organising alliances.

 

  • · The Blockupy activists support the idea of a big joint mobilization of the crisis protests from all European countries and beyond to one venue in spring 2013. This rally could take place in Brussels in March 2013, but equally in any other place, which is decided by the assemblies of the European movements. We are ready to participate in such a European mobilization from Germany.

 

  • · In addition to it there shall be a big Blockupy action in Frankfurt in 2013, combining again demonstrations and actions of civil disobedience. We know that Frankfurt will not be the central focus for the mobilization of the European movements in spring 2013. Nevertheless we invite activists from all countries to join our actions in order to take the resistance into the heart of the financial metropolis of Frankfurt and to the seat of the ECB. We equally appreciate if activists from many countries call for Blockupy actions in their cities at the same time.

 

  • · Our hot favorite for the date of Blockupy 2013 in Frankfurt is May 31st / June 1st. Of course this is only a suggestion yet, because it is very important to us that Blockupy is part of a common European agenda of actions and also part of a common strategy of the European movements.

We are open to objections and other proposals from our friends and comrades, because it is our intention to strengthen regional and international alliances. The final decision about the date of Blockupy 2013 is expected for a meeting of active persons in Frankfurt on December 16th.

 

  • · Blockupy could have a perspective of action even until spring 2014. In March 2014 is expected the opening ceremony of the new building of the ECB in Frankfurt. Many government and capital leaders will come to Frankfurt for this reason. It could be a good challenge to drown the sound of the official speeches of the rich and powerful by the load and clear voice of solidary and resisting Europe from below, which is occupying the streets and squares of Frankfurt.

 

· We know about the speed and the unpredictability of both the development of the crisis and development of the resisting movements. We are therefore ready to change our plans parallel to the coming events and processes.

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La Cgil corre appresso ai COBAS, ma si ferma a metà strada

cobas

Lo sciopero generale del 14 novembre è già convocato dai COBAS per l’intera giornata.

Contro il governo Monti e le politiche recessive di austerity, con l’Europa che lotta

 

Il grande successo del No Monti Day e la convocazione COBAS per il 14 novembre dello sciopero generale di tutte le categorie per l’intera giornata hanno “risvegliato” la Cgil che, partita all’inseguimento della mobilitazione, si è ritrovata con il fiatone, fermandosi a mezza strada e limitandosi a convocare 4 ore di sciopero che oltretutto nel PI e nella scuola cozzano con le norme  vigenti in materia (da loro imposte, insieme a Cisl e Uil), stante la  precedente indizione COBAS per l’intera giornata. Comunque, il fronte di protesta del 14 si amplia e questa è una buona notizia, così come la confluenza pure della Fiom che così esce dall’isolamento in cui si era cacciata insistendo sulla data del 16 novembre. Merito anche di quelle molte decine di migliaia di persone che il 27 ottobre sono scese in piazza a Roma nella manifestazione promossa dal Comitato No Monti Day, dai COBAS, Usb, Prc e altre forze sindacali e politiche: lavoratori/trici del pubblico e del privato, studenti medi e universitari, ambientalisti e pensionati, precari e disoccupati che hanno protestato contro politiche fallimentari che ci precipitano nella “spirale greca”, con tagli che provocano recessione a cui seguono altri tagli fino alla catastrofe. Monti se ne deve andare – hanno detto i manifestanti – perché ha provocato un massacro sociale per abbattere il debito pubblico,  invece aumentato in un anno dal 117% del PIL al 126%; perché ha colpito i settori più disagiati, mentre nulla pagano gli evasori fiscali, i grandi patrimoni, gruppi finanziari e industriali, e la corruzione e le ruberie delle caste politiche e manageriali sono al parossismo; perché distruggerebbe definitivamente la scuola pubblica, aumentando l’orario ai docenti ed espellendo altre decine di migliaia di precari, deportando i docenti “inidonei”, bloccando all’infinito contratti e scatti d’anzianità.

E questo diremo con ancora maggior forza nello sciopero del 14 e nelle numerose manifestazioni che svolgeremo in tutta Italia, mentre in Parlamento si voterà sulla disastrosa legge di in-stabilità. Lo sciopero del 14 è partito dai sindacati e movimenti sociali spagnoli e si è poi esteso al Portogallo e alla Grecia con grande partecipazione di popolo. C’è oramai diffusa in questi paesi la consapevolezza che la sconfitta delle politiche liberiste e recessive non può avvenire in un solo paese: e i settori popolari italiani, a tutt’oggi in ritardo su questo piano, devono raccogliere l’appello per una grande mobilitazione europea. Perciò i COBAS, già da parecchi giorni, hanno indetto per il 14 lo sciopero generale per tutte le categorie e per l’intera giornata, con manifestazioni locali. Scenderemo in piazza con l’Europa che lotta per dire NO al governo Monti e ai partiti che lo sostengono, NO alla distruzione di scuola, sanità e servizi sociali, alla chiusura delle fabbriche, ai licenziamenti, alla cancellazione dei diritti del lavoro, al blocco dei contratti e degli scatti, all’aumento dell’orario per i docenti, al concorsaccio per i precari, alla deportazione degli insegnanti “inidonei”, alla legge Aprea-Ghizzoni; SÌ a massicci investimenti nei Beni comuni e ambiente, all’assunzione dei precari, ad una politica economica pagata dalle finanze dei ricchi, dal taglio delle spese militari e dalla cancellazione delle missioni di guerra, dalla soppressione della corruzione e dei privilegi delle caste politiche e manageriali; NO all’Europa dei patti di stabilità, del Fiscal Compact, dell’austerità, dell’attacco alla democrazia, SÌ ad una democrazia vera nel paese e nei luoghi di lavoro.

 

Piero Bernocchi  portavoce nazionale COBAS

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No monti day: Cronaca ed interviste

Ore 15 la coda del corteo nn è ancora partita grazie alla grande partecipazione.
ci scusiamo per chi nn riesce a collegarsi radiofonicamente. Seguiteci dal sito

ore 16 alcune azioni alle vetrine delle banche che hanno provocato la crisi

ore 17 termina il corteo con tutti gli interventi (ascolta liberatv per gli interventi)

http://www.libera.tv/videos/3671/di-nuvo-insieme-personaggi-e-voci-dal-corteo-del-no-monti-day.html

Palco:
http://www.libera.tv/videos/3662/e-solo-linizio—no-monti-day—giorgio-cremaschi-interviene-alla-conclusione-del-corteo.html
http://www.libera.tv/videos/3666/bernocchi–ora-sciopero-intervento-al-no-monti-day.html
http://www.libera.tv/videos/3664/leonardi-serve-un-movimento-alternativo-intervento-al-no-monti-day.html
http://www.libera.tv/videos/3663/ferrero–un-fatto-politico—no-monti-day.html

ore 17.30 gli studenti si staccano dal corteo ed occupano la tangenziale

A breve anche le interviste e le riprese di Radio Vostok

blocchiamo tutto.

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