Le lotte non si arrestano

DA TORINO  A ROMA , ARRESTI E CONDANNE  NON FERMANO LE LOTTE

                                                  NO     P A S A R A N   !

 

Alla vigilia della  straordinaria manifestazione popolare , che sta mobilitando da tutta Italia migliaia di persone convergenti in Val Susa il 25/2 nella marcia NO TAV “ la Valle non si arresta, liberi tutti “ da Bussoleno a Susa , l’azione vendicativo-repressiva dello Stato si esprime furiosa.

 

A  TORINO , il clamore suscitato dalle decine di arresti di compagni NO TAV  – tutt’ora sequestrati in carcere e ai domiciliari – ha messo sotto accusa l’operato dei giudici, con in testa Caselli, e il solerte- fazioso abuso di carcerazioni , quando , alla “ricerca della verità su reati-prove” tutte da dimostrare, codice alla mano , questa poteva essere risolta con una istruttoria “ a piede libero”.

Con Caselli , l’invocata “ terzietà del giudice” è inesistente. Lui stesso si dichiara di parte e in questa come in altre vicende, interviene schierato in quanto Stato, e poiché lo Stato vuole la TAV ad ogni costo, non c’è santo che tenga, l’opposizione della Valle va schiacciata, Altro che legge!!

Ora Caselli fa il pianto greco. Si lamenta che non può presentare il suo libro perché inseguito dalla contestazione NO TAV , così come è successo a Milano e Genova e sui muri  del Bel Paese.

Da uomo di apparato non conosce ripensamenti. Anzi scatena e pretende sostegni debordanti , come quelli che giungono da Fassino “ non sottovalutare le minacce a Caselli, anni fa cominciò così”, e dal Capo della Polizia Manganelli “ anarchici? finora non hanno ucciso solo per caso”, dichiarazione resa davanti a D’Alema(Copasir) preoccupato di “ nuove trame del terrorismo”.

Allarmismi falsi e abusati , per nascondere la responsabilità dello Stato e dei suoi apparati di fronte all’impopolarità  della TAV , un’opera inutile, dannosa e costosa , voluta “ per forza”.

 

A  ROMA , i giudici stanno sentenziando vendette esemplari ai danni di coloro che hanno preso parte il 15 ottobre 2011 all’enorme manifestazione anticrisi e che in piazza S. Giovanni hanno reagito alle furibondi cariche poliziesche.

Ieri il GUP ( con rito abbreviato che riduce di 1/3 la pena) ha inflitto capestri nei confronti di  due giovani ventenni , condannati per “ resistenza aggravata” rispettivamente  a 5 e  4 anni di reclusione

senza condizionale (pur avendone diritto) , con pena da scontare agli arresti domiciliari.

Tempo prima , altre Corti giudicanti si erano accanite contro altri due giovanissimi (tra cui un romeno) bastonandoli con condanne rispettivamente  a 2  e 3,4 anni di reclusione.

Entro l’estate si celebreranno altri processi  , che si spera contrastino l’insegna di questa parvenza di giustizia, divenuta plotone di esecuzione sommario a cui non interessano prove testimoniali e/o documentali, ma solo l’efferatezza del risultato di condanna , a prescindere.

 

RIFLESSIONE  AMARA.  Non c’è paragone tra quanto avviene nel Paese – l’impunità di cui godono banchieri,finanzieri,padroni che hanno causato il disastro e la bancarotta dell’economia reale ; ovvero i manager sanitari, ferroviari, energetici  e/o Sindaci, Presidenti di Province e Regioni, davanti al fallimento dei servizi alla collettività -  e il costante operare dell’apparato poliziesco-giudiziario proteso nel colpire la povera gente  e coloro che pretendono il rispetto della sovranità popolare,della dignità umana , dei diritti fondamentali.

Nell’attuale situazione , nel suo aggravarsi recessivo e stagnante , il resistere ai soprusi, ai licenziamenti, alla negazione dei bisogni, agli sfratti, alla svendita dei beni comuni e del patrimonio pubblico , è il diritto attraverso il quale operare  nella consapevolezza e nella legittimità dell’agire per il benessere della collettività.

La repressione , seppur feroce ed escludente , in queste condizioni  non fa che rafforzare il legame fraterno e il tessuto connettivo che lega i compagni alle lotte , e dispone il diffondersi della solidarietà  e dell’impegno  liberatorio.

LIBERI   TUTTI.

 

Roma  23.2.12                                         Confederazione  Cobas