(Inter)Nazionali Archive

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7 Novembre

 Se pensi che il tuo lavoro sia sottopagato / Se pensi di avere diritto ad un
salario migliore / Se pensi che la tua scuola faccia schifo / Se pensi che in
futuro non avrai un lavoro né un posto dove andare a dormire/ Se pensi che i trasporti non funzionano / Se pensi che la sanità cade a pezzi / Se pensi che ti stanno distruggendo la terra, l’aria, l’acqua, solo per i loro profitti / Se pensi che c’è chi continua ad arricchirsi sulle tue spalle concedendoti solo le briciole…

ORGANIZZIAMOCI VERSO IL #7NOV / SOLO UNITI SI VINCE
CACCIAMO RENZI DA BAGNOLI!
RENZI NON STARE SERENO: STATT’ A CAS!

https://www.facebook.com/events/461100280698892/?fref=ts

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La leggenda smontata del T-tip – su Comune-Info online

http://comune-info.net/2014/10/leggenda-smontata-t-tip/ 

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SCIOPERO GENERALE 24 OTTOBRE: GIORGIO CREMASCHI SOSTIENE E PARTECIPA

Riceviamo ed inoltriamo la seguente nota di Giorgio Cremaschi:

 Care compagne e cari compagni della USB, Vi esprimo tutto il mio sostegno per lo sciopero che avete proclamato per il 24 ottobre , per dire di no al jobact, ma anche a tutta la politica economica del governo Renzi, che al di là della propaganda di regime, è la pura continuazione di quella di massacro sociale dei governi precedenti e la pura attuazione delle politiche di austerità della UE, della BCE, della Troika. Il mondo del lavoro sta subendo il più duro attacco dal 1945 ad oggi è questo attacco può scatenarsi in tutta la sua portata restauratrice e reazionaria anche per i decenni di moderatismo, complicità  e di politica del meno peggio del sindacalismo confederale guidato da CGILCISLUIL.

Per questo è molto importante che, pur nelle difficoltà che conosciamo, si ricominci a lottare partendo da una netta rottura con il modello sindacale concertativo e con il suo ultimo prodotto, il testo unico sulla rappresentanza. Solo una rottura di massa con quel modello sindacale potrà fermare l’attacco del governo e del sistema padronale finanziario, e aprire la via ad una alternativa di lavoro con diritti, giustizia, uguaglianza.

Sarò con voi in piazza S.Babila a Milano sapendo che questo è solo un primo appuntamento. Ci ritroveremo di nuovo, assieme ai movimenti antagonisti e al sindacalismo conflittuale, il 14 novembre e poi bisognerà ancora andare avanti perché loro non si fermeranno è non dobbiamo farlo neppure noi.

Buon sciopero compagne e compagni

 Giorgio Cremaschi

 

 

Ufficio Stampa USB

Tel. 0654070479 – Fax 0654070448

Cell. 3474212769

web: http://ufficiostampa.usb.it/

e-mail: ufficiostampa@usb.it

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Il 7 Novembre tutti a Bagnoli!

MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO IL DECRETO “SBLOCCA ITALIA”

IL 7 NOVEMBRE TUTTI A BAGNOLI
CONTRO IL DECRETO SBLOCCA ITALIA
CONTRO IL PD ED IL GOVERNO RENZI

L’assemblea di ieri all’Ex-Asilo Filangieri a cui hanno partecipato numerosissime realtà di movimento e comitati di lotta territoriali ha ribadito la centralità della mobilitazione del 7 Novembre, giorno in cui Renzi verrà a Bagnoli per celebrare la prima applicazione del decreto “Sblocca-Italia” con il criminale commissariamento di Bagnoli.

In queste settimane numerosi sono stati i dibattiti e le iniziative di approfondimento sul decreto legge 133/2014, meglio conosciuto come “Sblocca-Italia”, e nell’assemblea è stato ribadito come questo decreto si inserisca organicamente nella logica politica che ispira tutte le controriforme in corso da tempo del governo Renzi sul lavoro, la scuola, la casa, il governo del territorio, i servizi locali: dal Jobs act alla Buona scuola, dalla legge Lupi sull’urbanistica al Piano casa.

 

La centralità di Bagnoli in una battaglia di rilievo nazionale non l’abbiamo scelta noi ma il governo. Bloccare Renzi a Bagnoli significa bloccare il decreto Sblocca-Italia e la partita di allineamento definitivo dell’Italia ai diktat dell’Unione Europea.

Il 7 Novembre Bagnoli deve essere il centro per una protesta generale e nazionale che affossi questo decreto ed unifichi le lotte sociali e ambientali contro il governo Renzi.

Il 7 Novembre, che coinciderà con la fase di approvazione del decreto, è un momento decisivo e deve essere una mobilitazione di massa che costituisca un primo momento di ricomposizione e rilancio a livello nazionale delle vertenze settoriali e delle lotte in corso sui singoli territori, in continuità con le mobilitazioni che in queste settimane e mesi si stanno costruendo.
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Diversi sono stati gli interventi
(Assise cittadina per Bagnoli, Laboratorio Politico Iskra, Coordinamento Irpinio No Triv, rete Stop Biocidio, L.O.Insurgencia, Cobas, Usb, Comitati Acqua Pubblica, Meet-Up M5S Napoli, Collettivo Autorganizzato Universitario, Cittadini Campani per un’altro piano dei rifiuti, Lido Pola, Contadini di S.Laise, Coordinamento lista Tsipras Napoli, P.Carc ecc…)

Decisioni operative

1) Per il manifesto Salvatore e Massimo in 3 giorni gireranno la proposta di manifesto che però dovrà essere subito “deliberata” perché abbiamo poco tempo per la stampa e la distribuzione non solo a Napoli ma anche in provincia. Abbiamo dato delle indicazioni che sono quelle di provare a farlo quanto più comunicativo possibile (una grafica con la faccia di renzi sbarrata ed una serie di parole d’ordine della mobilitazione cosi’ come sta scritto nell’appello)

2) E’ stata data indicazione a tutte le realtà che partecipano, promuovono ed aderiscono di costruire iniziative di autofinanziamento e pubblicizzazione della mobilitazione del 7. Per far fronte alle spese della giornata del 7 è necessario che vengano messe in piedi una serie di iniziative.

Già c’è un calendario di gazebo e volantinaggi fino al 7 pubblico.
Tutti i compagni che hanno la possibilità contribuiscono a questi momenti.
Meglio se lo comunicano in maniera tale da dividerci bene numericamente.
3) Nel calendario vengono messe tutte le iniziative che si riescono a costruire (oltre gli appuntamenti di controinformazione stiamo inserendo anche dibattiti, pranzi, cene, azioni di lotta ecc…)
4) Dopo una discussione molto lunga ed accesa circa la possibilità di capire come, nella nostra piena autonomia come movimento, “sfidare” pubblicamente l’amministrazione comunale sul ritiro della firma dell’accordo del 14 Agosto, la delibera sulla variante al piano regolatore ed su una posizione chiara – non solo a parole – contro lo SbloccaItalia. Massimo proverà a buttare giu’ in questa giornata o domani due righe di comunicato pubblico.
5) Sul piano della comunicazione, fermo restando che dopo le iniziative di agitazione e di lancio del 7 sicuramente ci sarà una conferenza stampa più “sotto” la data della mobilitazione, questo è l’evento facebook unitario.

Proviamo a concentrare gli strumenti e lavorare tutti quanti nella pubblicizzazione dell’evento.
6) Fermo restando la necessità di un appuntamento tecnico prossimamente, abbiamo valutato che il concentramento pubblico migliore sarà alle 9:00 a P.zzale Tecchio (sopratutto per chi deve venire da fuori)
7) Tutte le realtà o singoli che ieri non sono potuti essere presenti, ci comunicasserò la loro disponibilità o adesione.

Avrò dimenticato sicuramente qualche cosa.

A presto.
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FISCO: USB, GRANDI EVASORI INDISTURBATI E LAVORATORI TARTASSATI. 24 OTTOBRE LAVORATORI FISCO IN SCIOPERO E IN PIAZZA

COMUNICATO STAMPA

 

Mentre il Governo Renzi spaccia per espansiva una manovra che ancora una volta blocca i contratti pubblici, taglia i servizi e, attraverso il taglio delle risorse alle Regioni, getta le basi per l’ennesimo aumento della tassazione locale, il provvedimento sul rientro dei capitali illegalmente esportati all’estero ha incassato il primo ok alla Camera.

Dagli ambienti governativi si affrettano a precisare che non si tratta di un condono, ma come definire un provvedimento che riduce sensibilmente le sanzioni e depenalizza reati gravi, come la dichiarazione infedele, l’omessa dichiarazione e la dichiarazione fraudolenta – l’altra faccia del falso in bilancio?

 

Anche sul fronte dell’introduzione del tanto sbandierato reato di autoriciclaggio, la montagna partorisce il topolino. Nel testo uscito dalla Camera è non punibile chi destina il sommerso a “utilizzazione e godimento personale“, nel caso in cui non ci sia stato anche occultamento.

 

Tra condoni, norme ad hoc per salvare gli evasori e disinvestimento nel comparto delle Agenzie Fiscali, anche attraverso la chiusura di decine e decine di uffici finanziari, la politica fiscale del governo mostra il suo vero volto: lasciare indisturbati i grandi evasori e continuare a drenare risorse dai redditi di lavoro dipendente e dai pensionati, nei cui confronti la pressione fiscale Irpef ha raggiunto la cifra record dell’83%.

 

La necessità di potenziare il settore, investendo risorse sul personale per colpire finalmente la grande evasione, è al centro della piattaforma che i lavoratori del fisco porteranno all’interno dello sciopero generale, proclamato dall’ USB per venerdì 24 ottobre, e nelle piazze delle manifestazioni territoriali.

 

Uno sciopero costruito nel settore attraverso il confronto con i lavoratori, in un ciclo di assemblee  svolte in tanti uffici finanziari che si concluderà giovedì 23 ottobre, con due assemblee in luoghi simbolo dell’Agenzia delle Entrate: a Roma presso gli Uffici Centrali, dalle ore 10.00, e a Milano, presso la Direzione Regionale della Lombardia, dalle ore 11.00.

 

 

Roma, 22 ottobre 2014

 

 

 

Ufficio Stampa USB

Rossella Lamina

Tel. 0654070479 – Fax 0654070448

Cell. 3474212769

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RICERCA: USB, 24 OTTOBRE SCIOPERO CONTRO GOVERNO RENZI CHE SACRIFICA QUELLA PUBBLICA

COMUNICATO STAMPA

 

“Per la ricerca pubblica la legge di stabilità prevede solo tagli – attacca Cristiano Fiorentini, dell’Esecutivo Nazionale USB Pubblico Impiego – per regalare a Squinzi il sogno del taglio dell’IRAP  Renzi sacrifica uno dei settori strategici per il Paese”.

 

“Soppressione dell’INEA, ridimensionamento del CRA, taglio del fondo MIUR destinato agli Enti Pubblici di Ricerca; il pesante ridimensionamento dell’ISFOL contenuto nel Jobs Act – continua il dirigente sindacale – così il Governo sta realizzando il riassetto di fatto degli EPR, dopo aver annunciato una riforma che non si è mai vista”.

 

“Intanto il quadro del settore è drammatico – evidenzia Fiorentini – ISS e ENEA commissariati, ISPRA a rischio commissariamento, precari in mobilitazione dappertutto, dall’ISTAT all’ISS, passando per il CRA, l’INEA e l’INGV, dove i precari non vengono assunti pur avendo una norma ad hoc. Peraltro tutti gli enti stanno andando in sofferenza economica, in seguito ai tagli dei bilanci previsti dalla spending review che metteranno a rischio il lavoro di migliaia di precari”.

Conclude l’esponente dell’USB: “Stiamo organizzando le mobilitazioni in tutti gli enti e saremo in piazza per lo sciopero generale del 24 ottobre. È chiaro che per Renzi la Ricerca Pubblica va smantellata, ma deve essere altrettanto chiaro che noi non glielo permetteremo”.

 

 

Roma, 22 ottobre 2014

 

 

 

 

Ufficio Stampa USB

Rossella Lamina

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comunicato sullo sciopero del 16 ottobre

Dal 16 ottobre un chiaro segnale di forza e di combattività operaia

Il 16 ottobre migliaia di operai della logistica organizzati nei sindacati Si Cobas e Adl Cobas hanno incrociato le braccia in tutta Italia dando vita a una grande giornata di lotta.

Da Torino a Milano, da Brescia a Piacenza, da Padova a Bologna fino a Roma e
Caserta la gran parte dei magazzini delle più importanti catene del settore logistica (TNT, Bartolini, DHL, GLS, SDA) sono stati bloccati dai picchetti operai cui hanno dato sostegno attivo le reti cittadine solidali con le lotte nella logistica e numerose realtà di movimento, tra cui quello per l’abitare, studenti e comitati di disoccupati e precari.

Lo sciopero della logistica, che aveva l’obiettivo immediato di rispondere al tentativo padronale di cancellare i risultati di anni di lotte attraverso un accordo siglato tra Fedit e Confetra da una parte e i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil dall’altra, ha nelle ultime settimane assunto sempre più un carattere generale e sociale contro le politiche di attacco al salario e di precarizzazione estrema portate avanti dal governo Renzi col Jobs act e col tentativo di cancellare definitivamente l’articolo 18 dello statuto dei lavoratoried è riuscito a saldarsi con le proteste studentesche, le lotte per il diritto all’abitare e contro grandi opere e nocività cui Renzi vuol dare nuova linfa attraverso il decreto “sblocca-Italia”.

In molte città, in particolare a Bologna e Roma, la lotta non si è fermata ai cancelli dei magazzini, ma è giunta fin nel cuore della metropoli dove disoccupati, precari, studenti e occupanti-casa hanno messo in atto svariate iniziative di lotta nelle stazioni ferroviarie, nelle scuole, nelle università o presso i palazzi del potere per ribadire con forza il no ai licenziamenti, alla precarietà a vita, alle controriforme dell’istruzione, alle speculazioni e alle politiche di devastazione ambientale e rivendicare il lavoro stabile e sicuro, il salario garantito e il diritto alla casa per i proletari.

In sostanza uno sciopero vero, che nel più totale silenzio dei mass media (compresi quelli della sempre più agonizzante sinistra “ufficiale”) ha colpito sul serio i padroni e i loro profitti segnando in ciò una netta linea di discontinuità non solo rispetto alle processioni rituali cui per anni ci ha abituato il sindacalismo confederale e collaborazionista, ma anche nei confronti del ritualismo scadenzista, tanto ambizioso nei proclami quanto inoffensivo per la controparte, che negli ultimi tempi ha caratterizzato gli “scioperi generali” indetti dalle sigle del sindacalismo di base.

I risultati dello sciopero hanno iniziato a divenire tangibili già nelle prime ore dei picchetti: Fedit e Confetra sono disposte a rimetter ein discussione l’accordo siglato con i confederali, mentre questi ultimi, come sempre, pressati dallo sciopero tentano di tenersi a galla dichiarando che alcuni passaggi dell’accordo andrebbero migliorati, mentre in TNT, dove per primo l’accordo è divenuto operativo, i padroni pare siano disposti a fare un passo indietro. Vedremo cosa c’è di vero in questi primi impegni in parola…

Una controprova dell’efficacia di questa giornata è data anche dal comportamento tenuto dalle forze dell’ordine al CAAT di Torino, dove gli uomini in divisa al servizio del sistema schiavistico delle cooperative pur di impedire i picchetti hanno in più occasioni caricato selvaggiamente i facchini del SI-Cobas e le realtà di movimento torinesi per poi tentare di scaricare sui manifestanti la responsabilità del decesso di un lavoratore, episodio che nulla aveva a che fare con i picchetti e che secondo gli stessi familiari si sarebbe forse potuto evitare se solo la questura avesse consentito alle ambulanze di intervenire con maggiore rapidità.

Sui nostri territori, pur non essendo in presenza di un forte movimento nella logistica, siamo intervenuti provando ad abbinare la lotta nelle cooperative con la caratterizzazione “sociale” dello sciopero: mentre alla Tnt di Teverola i picchetti sono iniziati già all’alba e i cancelli sono stati bloccati per oltre 7 ore, in zona flegrea il comitato dei disoccupati locale ha occupato Città della Scienza, simbolo a un tempo della retorica istituzionale del PD e dei suoi amici e principale avamposto delle manovre speculative in atto a Bagnoli da 20 anni e riprese di recente proprio grazie allo “Sblocca-Italia”; nelle stesse ore i movimento per il diritto all’abitare occupavano una biblioteca del centro storico per denunciare la totale assenza di politiche abitative per i meno abbienti; infine, a pomeriggio inoltrato i vari pezzi attivi in mattinata si sono ricomposti per andare ad occupare la sede regionale del PD, principale responsabile delle politiche di macelleria sociale a cui stiamo assistendo.

Il 16 ottobre ci ha dunque indicato la strada da seguire anche nelle prossime settimane: se l’attacco padronale e del governo è generalizzato e non risparmia nessuno, la nostra risposta deve per forza di cose essere a trecentosessanta gradi, quanto più unitaria ed efficace possibile.

La radicalità espressa nei due giorni immediatamente successivi al 16 ottobre nelle piazze di Torino e Bologna a margine, rispettivamente, del solito sciopero-sfilata-comizio della Fiom e dell’ennesima passerella mediatica del governatore della Banca d’Italia Visco sono solo due esempi di come sia possibile far saltare la strategia di Renzi, tesa a creare ad arte una presunta contrapposizione tra “garantiti” e “precari” usando la miseria dei secondi come alibi per colpire i primi e sbandierando il misero e illusorio contentino del “contratto a tutele crescenti” come esca per fermare e depotenziare la rabbia di una giovane generazione di proletari nata e cresciuta senza futuro e senza mai conoscere alcuna di quelle “garanzie” che i sindacati confederali hanno per anni contribuito a svuotare e distruggere e che ora dichiarano ipocritamente di voler difendere.

Nel settimo anno di una crisi di cui non solo non si vede la fine, ma che al contrario tende ad inasprirsi e ad abbattersi ogni giorno di più sulle vite dei proletari, diviene sempre più evidente che in mancanza di un percorso di lotta nazionale i milioni di disoccupati e di precari saranno condannati a un futuro di fame e di stenti.

D’altra parte, qualcosa inizia finalmente a muoversi anche all’interno delle fabbriche metalmeccaniche: le mobilitazioni in atto alla Titan di Crespellano e alla TRW di Livorno indicano una domanda di protagonismo e di lotta che, seppur configurata ancora in un ottica resistenziale e di mera difesa del posto di lavoro, può trovare nel movimento contro il Jobs Act il contesto utile per alla ripresa e allo sviluppo di una lotta a più ampio raggio e di respiro nazionale.

Vista in quest’ottica, la mobilitazione dei facchini della logistica è un esempio vincente prim’ancora che per gli obbiettivi concreti conseguiti, per il fatto di rappresentare in maniera tangibile il superamento definitivo della dicotomia “garantiti-precari” nell’attuale fase dello scontro di classe. Gli operai delle cooperative (non solo nella logistica) sono infatti il più delle volte formalmente “garantiti” da contratti a tempo indeterminato con tanto di orari e salario tabellare, ma nella sostanza sono sottoposti a ogni forma di ricatto, arbitrio e vessazioni fin quando non decidono di alzare la testa e, con la lotta e i picchetti, costringere i padroni a rispettare quanto previsto dal CCNL.

Quel che accade nella logistica non è tanto difforme da quanto ogni operaio (garantito o precario che sia) vive quotidianamente nella gran parte dei luoghi di lavoro: buste paga taroccate, contributi non versati, straordinari non retribuiti, ferie, maternità e malattie non concesse, soprusi e ricatti di ogni tipo da parte dei padroni e dei loro lacchè (spesso travestiti da “sindacalisti”), licenziamenti politici, e l’elenco potrebbe continuare all’infinito…  D’altronde, di cos’altro ci parla il Piano-Marchionne e la disdetta unilaterale degli accordi da parte della Fiat con tanto di uscita da Confindustria? I padroni della più importante industria italiana per distruggere ogni diritto dei lavoratori, smantellare la democrazia sindacale e licenziare gli operai combattivi non hanno certo aspettato Renzi e le sue riforme… casomai è quest’ultimo che si propone di generalizzare e “legalizzare” ciò che i padroni hanno già imposto laddove gli è stato possibile.

Se tutto ciò è vero, allora il problema non è tanto quello di “chiedere” o invocare sulla carta,  quei diritti formali (ivi compresa la difesa dell’articolo 18) che i padroni calpestano ogni giorno prim’ancora che Renzi e il PD lo sanciscano in parlamento: il problema è invece quello di creare una forza d’urto e un immaginario capace di rovesciare i rapporti di forza e imporre ai padroni e al governo con la forza (l’unico linguaggio che conoscono) il rispetto dei diritti e la conquista del salario pieno per tutti i proletari.

Il merito storico del movimento dei facchini è quello di aver spazzato via un’idea di sindacato, quella dei Bonanni, delle Camusso e anche dei Landini, intesa come mera riduzione del danno fondata sul principio della “partecipazione del lavoratore alle perdite” (presunte) del padrone al fine di elemosinare in un futuro lontano qualche briciola dei profitti (reali).

I facchini della cooperative hanno invece indicato una strada concreta e alternativa alla rassegnazione e all’eterna spirale dei compromessi al ribasso, dimostrando che i tavoli di trattativa sono inutili se prima non si colpisce il padrone portandolo “a più miti consigli”, che è possibile lottare per il rispetto del CCNL senza dover necessariamente accettare casse integrazioni e contratti di solidarietà, e soprattutto che è possibile conquistarsi con la lotta la titolarità a trattare con la controparte nonostante le leggi antisciopero e le norme sindacali riservino questo “diritto” esclusivamente a Cgil-Cisl-Uil.

Certo, l’esempio dei facchini non è facilmente ne immediatamente esportabile in tutto l’universo del lavoro salariato: mentre il proletariato immigrato, dominante nella logistica al centro-nord, si tuffa nell’arena della lotta di classe con l’entusiasmo e l’abnegazione di chi sa di non avere niente da perdere e soprattutto non porta su di se il fardello di 30 anni di sconfitte e tradimenti, ancora forte è la sfiducia e lo scetticismo di una classe operaia “autoctona” che in gran parte permane in uno stato soporifero, imbrigliata dall’abbraccio mortale di Cgil-Cisl-Uil e delle tante sigle e siglettine che nella sostanza si comportano in maniera analoga in innumerevoli vertenze (un esempio su tutti: la condotta capitolarda di alcuni pseudo-sindacatini nella vertenza dell’Astir e delle partecipate della Regione Campania).

Una una reale ricomposizione di classe non è ancora dietro l’angolo, ma proprio per questo il SI-Cobas, i movimenti solidali e le forze sane del sindacalismo di classe hanno oggi il dovere di lavorare all’allargamento del fronte di classe a partire dall’importante esempio delle lotte nella logistica.

Lo sviluppo di collegamenti sempre più saldi tra il movimento dei facchini, gli operai combattivi, i movimenti di cassintegrati e licenziati, le realtà organizzate dei precari, dei disoccupati, le lotte per il diritto allo studio e all’abitare, per i servizi sociali e contro speculazioni e devastazione ambientale rappresenta per noi il principale obiettivo di fase, in mancanza del quale ogni “agenda di lotta” autunnale rischia di trasformarsi in un inutile elenco di scadenze frantumate e scollegate tra loro.

Ed è con questo obiettivo e questo spirito che saremo impegnati nella costruzione dei prossimi appuntamenti di lotta sul nostro territorio, dalla manifestazione del 7 novembre a Bagnoli contro il decreto “sblocca-Italia” in concomitanza con l’arrivo di Renzi, all’assemblea nazionale sui licenziamenti politici promossa dal Comitato Cassintegrati e licenziati Fiat di Pomigliano.

I diritti si conquistano con la lotta, non ai tavoli col governo e i padroni!

 

Per il ritiro dell’accordo-truffa Fedit-Confetra-Cgil-Cisl-Uil

Lavoro stabile e sicuro o salario garantito

Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario: lavorare meno, lavorare tutti!

Per l’abolizione di tutte le figure lavorative precarie

Contro Renzi, il Jobs Act e lo “Sblocca-Italia”

 

Solo la lotta paga

                                                                                                                                                                                                                  Uniti si Vince

Rete campana di collegamento delle lotte proletarie

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TRASPORTO AEREO: IL LAVORO C’E’ MA SI CONTINUA A LICENZIARE. 24 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE

COMUNICATO STAMPA

 

TRASPORTO AEREO: IL LAVORO C’E’ MA SI CONTINUA A LICENZIARE

24 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE 24 ORE

 

Il 24 ottobre i lavoratori del trasporto aereo aderiscono allo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dall’Unione Sindacale di Base con la seguente modalità:

Lavoratori normalisti o non operativi – intero turno di lavoro;

Personale navigante, turnista e addetti settori operativi – dalle ore 00.00 alle ore 23.59 con il rispetto delle fasce di garanzia e dei voli garantiti.
In questi anni si è assistito al dissesto di aziende importanti del settore: vettori, handler, pulizie, catering. Tutti i lavoratori stanno subendo la stessa sorte, fatta di cassa integrazione, mobilità, precarietà, disoccupazione.

Alitalia Cai sta procedendo con la mobilità per centinaia esuberi; Meridiana ha presentato piani di licenziamenti coatti. Tra un anno esatto, i lavoratori oramai in mobilità dell’ex compagnia di bandiera Alitalia Lai e di Atitech, molti dei quali non raggiungeranno mai una pensione, perderanno ogni sostegno e saranno lasciati nel baratro della disoccupazione. Accadrà anche per Wind Jet, con i suoi 400 dipendenti in cassa integrazione. Blue Panorama è giunta al commissariamento, Livingstone ha chiuso.

Grandi aziende di handling, come la Sea, hanno subito ristrutturazioni pesantissime; la Groundcare, dopo aver affrontato il fallimento, ha avviato la vendita ma non ci sono prospettive chiare.
Questo è anche quanto sta accadendo in tante imprese minori.

Eppure in questo scenario prosegue l’espansione degli aeroporti, del traffico di passeggeri e merci e un generale incremento delle attività.

L’USB Trasporto Aereo il 24 ottobre sciopera contro la gestione approssimativa di crisi e fallimenti, che lasciano migliaia di lavoratori e le loro famiglie senza prospettive, e per un piano generale nel trasporto aereo, che sia in grado di creare occupazione in un settore dove il lavoro c’è e dove, al di là dei mille proclami, il Governo deve fattivamente impegnarsi per invertire la rotta.

 

Roma, 21 ottobre 2014

 

Ufficio Stampa USB

Rossella Lamina

Tel. 0654070479 – Fax 0654070448

Cell. 3474212769

web: http://ufficiostampa.usb.it/

e-mail: ufficiostampa@usb.it

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La Rete dei Comunisti sostiene e partecipa allo sciopero del 24 ottobre

http://www.retedeicomunisti.org/index.php/politica/598-la-rete-dei-comunisti-sostiene-e-partecipa-allo-sciopero-del-24-ottobre

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COMMISSIONE DI GARANZIA DÀ PRIORITÀ A PASTASCIUTTA E CIOCCOLATA NEGATO DIRITTO DI SCIOPERO NEL TPL DI TORINO E PERUGIA

Ci sono Eurochocolate e Salone del Gusto: vietato scioperare! Questa, in sintesi, la prescrizione della Commissione di Garanzia e Sciopero che a Perugia e Torino blocca lo sciopero nel trasporto pubblico locale ricadente nella giornata di sciopero generale nazionale di 24 ore, indetto per il prossimo 24 ottobre da USB, Or.S.A. e Cib Unicobas contro il jobs act e le politiche sul lavoro del governo Renzi.

 

All’USB, che certo non disdegna pastasciutta e cioccolata, sfugge tuttavia la necessità di vietare lo sciopero ai lavoratori del Tpl per un solo giorno, quando le suddette manifestazioni durano rispettivamente 8 e 5 giorni e l’azione di sciopero prevede fasce orarie assicurate, dunque senza bloccare il trasporto pubblico neanche per l’intera giornata del 24 ottobre.

 

Già alcuni giorni addietro la Commissione di Garanzia aveva vietato lo sciopero il 24 ottobre nell’intero settore del trasporto aereo, perché, a suo dire, un sacrosanto sciopero in una piccolissima compagnia con soli 2 aerei e mezzo (il mezzo aereo era in affitto), collocato una settimana prima del 24 ottobre, era da considerarsi “di carattere nazionale” e pertanto faceva scattare la regola della “rarefazione oggettiva”, che prevede una distanza di dieci giorni tra due scioperi nazionali.

Secondo la Commissione, quello sciopero avrebbe impedito lo sciopero generale in un settore con decine di migliaia di lavoratori, con centinaia di aerei che volano ogni giorno e con migliaia di lavoratori che hanno perso o stanno perdendo il posto di lavoro. Solo la chiusura di quella piccola compagnia, purtroppo avvenuta in questi giorni con altri 200 licenziamenti, ha permesso di scioperare il 24 ottobre in tutte le aziende del trasporto aereo.

 

La Commissione di Garanzia appare sempre più uno strumento antisciopero e non contempera, così come previsto dalla Legge, il diritto dell’utenza e l’esercizio del diritto di sciopero da parte dei lavoratori: ormai l’interesse prevalente da tutelare è quello delle aziende, in perfetta sintonia con le misure del governo Renzi contro le quali l’USB riafferma la necessità di scioperare e scendere in piazza il 24 ottobre.

 

Roma, 21 ottobre 2014

 

 

Ufficio Stampa USB

Rossella Lamina

Tel. 0654070479 – Fax 0654070448

Cell. 3474212769

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