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1 MARZO 2010 SCIOPERO DEI MIGRANTI, UN’OCCASIONE DA NON PERDERE
Gli immigrati, soprattutto se “irregolari”, sono una “risorsa” per molti imprenditori, che potendo usare la loro maggiore ricattabilità impongono loro uno sfruttamento di tipo schiavistico e trattamenti salariali altrimenti intollerabili. Questa condizione si aggrava ancor di più nel caso delle donne “irregolari”. La loro subordinazione serve non solo ad ingrassare i profitti, ma anche per usare questa manodopera ricattabile contro lavoratori e disoccupati italiani, per meglio ricattare e flessibilizzare anche loro.
Imprese, banche e governi cercano infatti di scaricare i costi della crisi economica da loro provocata su tutti i lavoratori. Licenziamenti, cassa integrazione, abbassamento dei salari, disoccupazione, difficoltà a permettersi una casa, taglio alle spese sociali, dalla scuola alla sanità, sono diventati una dura realtà anche per milioni di lavoratori italiani, già abbondantemente sfruttati e ricattati grazie a un decennio di politiche di precarizzazione, avviate dai governi di centro sinistra con il Pacchetto Treu, approfondite dalla legge 30 e dalla riforma del CCNL voluta dal centro destra. Per i migranti tali effetti sono ancora più disastrosi, poiché per il tipo di lavoro che svolgono e per la condizione di non cittadini in cui si trovano, non usufruiscono nemmeno di quei miserabili ammortizzatori sociali previsti per la maggioranza dei lavoratori italiani; inoltre la perdita del lavoro significa spesso ripiombare nella condizione di clandestinità perché la infame legge Bossi-Fini lega il possesso del permesso di soggiorno al mantenimento di un’occupazione, inasprendo ulteriormente quei caratteri razzisti e discriminatori sanciti già con la precedente legge Turco-Napolitano che per prima introdusse i CPT (ora CIE). Le lotte dei migranti in alcune aziende del nord e ancor di più i ribelli di Rosarno, ci parlano di dignità e determinazione, voglia di protagonismo, di rivendicazione di diritti elementari: lavoro/reddito, tutele salariali, casa, salute, istruzione, gettando ponti verso tutto il mondo del lavoro, oggi drammaticamente aggrappato a qualche straccio di garanzia che viene continuamente erosa dalle politiche antisociali di questo governo. Perciò respingere la campagne anti-immigrati del governo e dei mass media, combattere il razzismo significa lottare per tutti/e i lavoratori, i precari, i disoccupati, senza distinzioni!
La giornata di lotta del 1° marzo proclamata anche in Italia in coincidenza con lo sciopero dichiarato dai migranti in Francia rappresenta un’occasione importante per rompere questa artificiale e velenosa dicotomia tra lavoratori migranti e non. Essa assume un carattere transnazionale e segna la ripresa delle mobilitazioni contro la “Fortezza Europa”. Durante quella giornata è quanto mai necessario promuovere una grande mobilitazione per rafforzare le rivendicazioni dei migranti e per esprimere la nostra ripulsa contro le politiche razziste e populiste portate avanti dal governo delle destre con il concreto sostegno di esponenti ed amministratori di centro sinistra. Non possiamo più essere indifferenti. Il destino degli immigrati ci riguarda direttamente. Lunedi 1 Marzo - h: 11.00 - piazza Garibaldi MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA
c.i.p. Napoli 23-02-2010 Rete anticapitalista campana
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