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Gli operai hanno dato la linea |
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Scritto da Franco
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Mercoledì 11 Agosto 2010 15:46 |
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In questa Italia dove ci si accapiglia su case milionarie , vedi fini con il cognato e/o scialoya con l'ignoto benefattore e/o berlusconi per la villa di arcore ( ceduta da una sedicenne ereditiera per quattro lire ) , qualcuno pensava di fare il colpaccio , tra veline , escort e puttane , il nostro marchionne , osannato dal pd al pdl , avrà pensato ora è il momento : abbiamo una nazione con cittadini senza dignità , un governo che traffica gli affari suoi , un'opposizione che blablera sul nulla , i sindacati tutti legati al carro del buon pagatore , gli intellettuali da premi letterari che discutono sulla scomparsa degli operai è il momento di ritornare di cento anni indietro. Via il contratto di lavoro , via i diritti elementari se vuoi lavorare giu' la schiena e fatica. Da dove iniziamo? Da Pomigliano. Assenteisti ,assistiti , una classe politica assente , un governo regionale in preda agli scandali e quale migliore campo di scontro ? Chi vuoi che si ricordi o gli ricordi che la vecchia Alfa Romeo fu ceduta a prezzo liquidazione , chi vuoi che ricordi che da quel lontano 1990 tutto è fermo , chi vuoi che ricordi come la Fiat venne aiutata nello scontro con Luraghi che proprio li voleva costruire nel 1954 un'utilitaria in competizione con la 600 ? La nuova marcia dei 40000 era pronta , la magnifica armata Fiat era in marcia , i sindacati gialli ( e chiamiamoli almeno una volta con il loro nome ! ) pronti , ma poi è scattato il fattore K , gli Operai questo popolo sconosciuto , scomparso , vessato , sfruttato ha fatto tutto quello che giornalisti , ministi di culto , sindacalisti , politici e buona borghesia ha nascosto nelle pieghe della gestione del vivere quotidiano ; questa classe ha mostrato La Dignità , una parola scomparsa in questo paese ( non più di nani e ballerine , ma di puttane e servitori ) , ha detto No , ha ripreso in mano il proprio destino è sta indicando una strada un percorso ; oggi la costituzione nata dalla Resistenza , quella che dice che tutti gli Uomini sono uguali , ha fatto rimangiare a marchionne/valletta il suo essere un padrone quello si del primo 900. Oggi dagli Operai del gruppo fiat viene un'indicazione precisa , significativo che la rivolta parta dal meridione , riprendere in mano il proprio destino di classe , viva e vegeta , sfruttata ma cosciente della propria dignità , intorno alla quale creare la risposta politica per un nuovo modo di concepire i rapporti economici . Questo nuovo movimento di massa che nasce dal basso e traduce la voglia di protagonismo politico di tante nuove realtà si sta costruendo nelle piazze , nelle scuole, tra i precari e nelle fabbriche ; dal meridione la risposta Operaia è stata forte e chiarissima ( marchionne la ben udita ) ora tocca a tutti noi seguitare in questo percorso . Come si diceva una volta se ne q un debut continue le combat |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Agosto 2010 16:34 |
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Si Scrive Despar, si legge mafia? : Inchiesta della Voce |
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Martedì 27 Luglio 2010 12:14 |
di ALESSANDRO DE PASCALE
La catena di supermercati Despar puzza di mafia. A dirlo e' la Direzione nazionale antimafia che da anni indaga sul colosso della grande distribuzione e sugli interessi delle cosche nell'intero settore agroalimentare. Dietro la Despar, secondo gli inquirenti, potrebbe addirittura esserci l'attuale capo di Cosa Nostra, nonche' il quinto latitante piu' ricercato al mondo e superboss di Trapani, Matteo Messina Denaro. Lo scorso 10 maggio, durante una vasta operazione della Dia di Roma e della squadra mobile di Caserta, vengono arrestate 68 persone. Secondo il giudice per le indagini preliminari, Marzia Castaldi, lungo la Penisola c'e' un asse criminale tra la camorra del clan dei Casalesi e la mafia trapanese che «impone il monopolio dei trasporti su gomma ai commercianti che operano nel settore dei prodotti ortofrutticoli, con la conseguente lievitazione dei prezzi». Al centro del patto, la gestione del mercato ortofrutticolo di Fondi (Mof), situato nel Lazio, quasi al confine con la Campania. Si tratta della struttura piu' grande d'Italia che i magistrati antimafia definiscono un «contesto asfissiante, vera negazione dei piu' elementari principi economici liberal-democratici», perche' all'interno di questo sistema a nessun operatore commerciale «era dato sfuggire alle maglie di siffatta spartizione (...) a prescindere dalla qualita' o meno del servizio reso e della concorrenzialita' del prezzo richiesto e pagato». Tra le 68 persone arrestate in quell'operazione, ci sono anche i fratelli Antonio e Massimo Sfraga, che gestiscono a Strasatti, una frazione del comune siciliano di Marsala, un grande centro per la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli. I due fratelli verranno poi scarcerati dal tribunale del Riesame di Napoli, il 10 giugno, per «mancanza dei gravi indizi di colpevolezza».
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