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Disoccupati banchi nuovi napoli |
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Scritto da Franco
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Martedì 24 Agosto 2010 08:07 |
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A PROPOSITO DELL’INCHIESTA SUI DISOCCUPATI FATTA DA “ IL MATTINO” Il quotidiano il Mattino di Napoli dal 17 agosto sta pubblicando –a firma di Giuseppe Crimaldi - una propria “inchiesta” sui disoccupati BROS o per meglio dire sui movimenti dei disoccupati organizzati. Non sappiamo se tale interessamento è dettato dalla vacanziera carenza di notizie politiche e del palazzo più accattivanti o, come inevitabilmente ci viene da sospettare, sia già l’avvio di una campagna denigratoria verso questi movimenti che, a dire del giornalista e degli intervistati, saranno i responsabili di un settembre infuocato. Il Mattino non è nuovo a queste cosiddette “inchieste” ad orologeria: già a giugno ci vedemmo costretti a denunciare, con un nostro comunicato, le menzogne sui movimenti dei disoccupati e la copertura delle responsabilità dei politici che emergevano dagli articoli del 2 e 3 giugno – a firma di Adolfo Pappalardo. Evidentemente cambia il giornalista ma non il contenuto. Rieccoci, quindi, a fare qualche puntualizzazione su quanto affermato dal sig. Crimaldi e dai suoi interlocutori istituzionali, gli unici che il giornalista ha ritenuto di dover ascoltare (almeno fino ad ora perché, ovviamente noi proveremo a chiedere un’intervista al pari delle nostre controparti). Prima precisazione: i precari Bros, ex Progetto ISOLA, ricevono il sussidio di 500 euro al mese da 3 anni e non da 4 come indicato. Tale sussidio è stato erogato come sostegno durante il periodo di formazione ed in attesa dell’inserimento lavorativo. Il giornalista fa notare che non solo non c’è stato inserimento lavorativo ma che non sono nemmeno partiti i corsi di formazione a cui, sostiene, non avevano interesse né le agenzie/imprese incaricate né i disoccupati. |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Agosto 2010 09:59 |
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Scritto da Franco
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Sabato 21 Agosto 2010 21:13 |
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In un bosco vicino al paese di Peteano un’autobomba scoppiò il 31 maggio 1972. L’ordigno ferì in modo grave un carabiniere e ne uccise altri tre. I carabinieri erano stati attirati in quel luogo da una telefonata anonima. Ispezionando una FIAT 500 abbandonata, uno degli agenti aveva aperto il cofano dell’auto che aveva innescato l’esplosione […] Nel 1984 il giovane giudice Felice Casson riaprì il caso rimasto a lungo in letargo, perché, con sua sorpresa, aveva scoperto un’incredibile serie di grossolane manipolazioni e contraffazioni intorno alla strage di Peteano. Il giudice Casson accertò che i carabinieri avevano ostacolato le indagini della polizia. Il rapporto che all’epoca dichiarava come l’esplosivo usato nell’attentato fosse del tipo solitamente usato dalle Brigate Rosse risultò falso. |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Agosto 2010 10:00 |
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Scritto da Franco
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Giovedì 19 Agosto 2010 07:35 |
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E cosi anche lui se ne andò , il responsabile morale della morte di Francesco Lo Russo e Giorgiana Masi , lo straccione di valmy che nel comitato di crisi per la gestione del caso Moro nominò tutti uomini della P2 compreso licio gelli ( la famiglia di Moro tace sulla dipartita chissà perchè) , salutato dagli osanna di una classe politica imbelle ci ha lasciato. Abbruniamo le nostre bandiere nel salutare l'amico di quel segni ( tentato colpo di stato ) , di quel difensore stoico della repubblica per la quale suggeriva di infiltrare tra gli studenti dell'Onda provocatori onde poi arrestarli e manganellarli , di quell'amico della nato al punto da disconoscere il mite Dossetti , da quel padre di israele democratica che rinchiudeva i palestinesi in un carcere a cielo aperto , amico di quell'ipotesi di bomba palestinese a bologna , amico di quel d'alema che diventa presidente del consiglio perchè si effettuassero i bombardamenti in kossovo e a Belgrado senza l'opposizione della pseudo sinistra , l'amico di gladio anzi come riconosciuto il suo capo struttura parallela con finanziamenti e sospetti di collusione con lo stragismo italico , picconatore ? della prima repubblica e di quella Costituzione nata dalla resistenza ispiratore di quel presidenzialismo populista liquidatore della legalità conquistata dal sangue dei Partigiani , ispiratore di quel concetto di sgretolamento istituzionale che era la base del piano solo e di quello che gelli chiamava rinascita democratica , la vecchia fenice di memoria torbida e oscura legata al più retrivo retaggio della borghesia post-fascista.Abbruniamo le nostre bandiere a fronte del ripristino della verità storica che questa realtà politica nella quale viviamo non può scrivere ne riconoscere in quanto complice cosciente dello stato delle cose ; le bandiere forse a fronte di questa verità si dovrebbero sventolare altro che abbrunare. |
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